Articolo de "La Sicilia" sulla pubblicazione del nono libro del Dott. Cav. Eugenio Benedetti Gaglio


Il quotidiano "La Sicilia", nella sua edizione del 22 Ottobre 2021, ha voluto dedicare un'articolo della sezione "Cultura" (pag. 18), all'imminente presentazione del nono libro del Dott. Cav. Eugenio Benedetti Gaglio, "Lettera Immaginaria", che si terrà il 25 Ottobre nel Principato di Monaco. Di seguito, riportiamo integralmente l'articolo:



A tu per tu con l'antenato per raccontare due vite

Eugenio Benedetti. L'imprenditore, figlio cosmopolita di Catania percorre l'esistenza del suo avo Vincenzo Gaglio "a specchio" con la sua.

Il 25 ottobre verrà presentato a Montecarlo "Lettera immaginaria" il nono libro di Eugenio Benedetti Gaglio, imprenditore, filantropo, scrittore e orgogliosamente catanese, edito in italiano e in francese, come prima pubblicazione di una nuova casa editrice monegasca "Edition du précurseur"

La "Lettera immaginaria" è quella scritta da Vincenzo Gaglio -giudice, scrittore, storiografo e archeologo, nato nel 1735 e morto (per avvelenamento?) a soli 42 anni nel 1777- ad un Discendente sconosciuto, che "perpetuerà, in qualche modo, il mio messaggio e l'eco della mia Voce in modo da tracciare un solco del mio passaggio ed essere il Testimonio della mia vita e dei miei atti perché la trama delle due nostre vite, io lo prevedo, é già intessuta da mille fili invisibili".

Eugenio Benedetti, dopo cinque generazioni, è l'erede, anche spirituale, del Gaglio a cui si sente vicino per il desiderio del sapere e della conoscenza, per la voglia e la ricerca di nuove scoperte e per la volontà di creare ponti tra le nazioni, sia dal punto di vista culturale che economico.

Il Gaglio assegna all'erede il compito di assicurare la continuità del suo ricordo trasmettendo ai suoi discendenti "il gusto delle belle lettere, quello della lettura dei testi antichi e dei loro saggi precetti". E su questo "fil rouge" che si articola il racconto del testo: la vita e le ricerche dell'avo raffrontate con la vita, il lavoro e le avventure del discendente che, da imprenditore, è stato con i Grandi della storia del Novecento. Ma chi è veramente Eugenio Benedetti, autore di questo libro?

Prendo a prestito le parole scritte da Gianni Letta nella prefazione al libro "C'era una volta il KGB" dello stesso autore.

"Un visionario, Eugenio Benedetti? Un sognatore? Tutt'altro. Questo imprenditore, viaggiatore, profeta, umanista e mercante era convinto che la strada del dialogo fosse l'unica possibile per gli "uomini di buona volontà" ai quali non avrebbe dovuto mai essere sbarrata o preclusa. E se, gli "altri" non dialogavano, beh! lui ci voleva provare. Non con le parole, ma con la circolazione del sapere e dei beni strumentali, con lo scambio delle esperienze. Per lui non c'erano, e non ci potevano essere "città proibite".

Ha contribuito così a riaprire, tra popoli formalmente nemici, la comunicazione interrotta sotto forma di macchinari, impianti industriali, innovazioni scientifiche, tecniche moderne, e gusto della vita e del lavoro, impiantando fabbriche "chiavi in mano" e tecnologia italiana, in Russia, in Cina, in Uzbekistan, in Angola, e in tanti altri Paesi del mondo. Un pioniere, la cui opera consente oggi ai nostri marchi e alla nostra manifattura, specie ad alto contenuto di sapere, di trovare in quei Paesi accoglienza calorosa proprio per il credito guadagnato allora da questo autentico "Marco Polo" di Catania che guarda al passato pensando al futuro. E' un invito a riflettere non solo, ma anche ad imitare l'inimitabile. Ad apprendere uno stile (i filosofi direbbero una "forma") da giocare nei tempi nuovi. Il succedersi veloce delle vicende, degli eventi, dei fatti di questa grande avventura sorprese e stupì gli stessi destinatari delle iniziative e delle opere di Benedetti. Primi fra tutti russi e cinesi che non mancarono di riconoscere i suoi meriti e la sua visione anticipatrice.

Questo meraviglioso sicitaliano (se mi perdonate il neologismo) dimostra, con la sua parabola esistenziale, che si può costruire un mondo dove sia più bello vivere. La positività della storia ha bisogno di persone come questo figlio cosmopolita di Catania, protagonista di incontri imprevedibili dove ha forgiato, come Vulcano nella sua officina dentro l'Etna, idee, inventiva, coraggio, e un'impagabile attitudine a tessere legami, a costruire ponti, a pensare che anche le montagne poste ai confini delle nazioni, non dividono i popoli ma sono cerniere di bellezza da scalare insieme per incontrarsi in cima.

Così, questo catanese senza frontiere, ha saputo trovare, come un rabdomante, interstizi invisibili nelle barriere d'acciaio o nelle cortine di ferro, sempre credendo nella possibilità di un incontro umano, di un'amicizia sincera. La quale, per essere davvero tale, non può essere soltanto affettiva, ma deve trasformarsi in effettiva. Cioè in commercio di cultura, e infine di merci, di beni materiali, come di opere d'arte".

Fin qui la presentazione dell'Autore, quella del libro è a cura di Jaques Boisson, Segretario di Stato del Principato di Monaco.

"L'essere umano è uno spirito alla continua ricerca di sé. Dedica la propria esistenza a cercare di scoprire chi è e da dove viene. A questa domanda esistenziale il Nostro ha cercato di trovare una risposta scavando nella propria storia familiare ed in particolare in quella, in parte misteriosa, di un trisavolo, Vincenzo Gaglio, di cui si sente il più vicino discendente e l'erede spirituale più diretto, colui che avrebbe ispirato le sue scelte e decisioni fondamentali, quelle che, hanno determinato e influenzato direttamente la sua vita.

"La Via della Seta ispira l'Autore senza troppe cerimonie e senza mezzi termini. Essa traccia un percorso che collega sia spiritualmente che culturalmente l'Oriente all'Occidente e l'Occidente all'Oriente. In questa opera molto originale e talvolta provocatoria, Eugenio Benedetti, con il potere della sua immaginazione creativa, cerca di persuaderci della validità delle sue convinzioni personali, ci invita benevolmente ad accettarle e a farle nostre, ritrova nella propria storia una sorta di giustificazione esemplare dei legami millenari che uniscono l'Europa all'Asia e di cui, seguendo le orme del suo trisavolo, sarebbe latore e testimone.

"Seguiamo serenamente, con fiducia e generosità, la strada, certamente sinuosa ma molto curiosa e "setosa", che il nostro amico Eugenio Benedetti ci mostra. Frequentiamo il suo antenato con complicità, adottiamolo senza esitazione e senza rimpianti come se fosse il nostro, percorriamo la sua vita complessa senza conformismo né pregiudizi. Proiettiamoci in lui senza riserve e con gratitudine, Egli ci attende. Ritroveremo in questo modo una forma sconosciuta di libertà, quella che unisce la spensieratezza al destino, il destino alla fede e la fede all'incertezza esistenziale. Come nei romanzi di Pearl Buck, in questa opera l'Est e l'Ovest si incontrano. Vivono e sopravvivono, cercando disperatamente di avvicinarsi dopo essersi a lungo ignorati, disprezzati e persino respinti".

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